Nel corso dei lavori di costruzione dell'Autostrada del Sole nei primi anni sessanta, a ridosso di una collinetta che nel periodo medievale prese il nome di Seripola (Sub ripola) furono ritrovati i resti di un porto romano sul Tevere.

Seripola è una località che si estende sulla riva sinistra del fiume Tevere, per oltre cinquecento metri, limitrofa alla piana di Lucignano. Nei secoli V-VI e seguenti a.C. il porto di Sericola era un centro intenso di traffici commerciali, in quanto il Tevere era l'unica via naturale di comunicazione verso Roma e da Roma verso l'interno.

L'Hortanum, cioè tutto il territorio compreso tra la piana di Lucignano, sino alla confluenza del Tevere con il Nera, doveva considerarsi l'estremo limite navigabile con le imbarcazioni di una certa portata. Le dimensioni delle strutture portuali stanno a dimostrare l'importanza del sito che ricomprende le tracce e le vestigia di un centro residenziale, ove ancora oggi si possono ammirare le tracce di abitazioni, di botteghe, delle terme, in cui sono ancora visibili le scoglie consumate e le tracce scannellate dei passaggi dei carri sulle strade pavimentate con lastroni di pietra, pregevoli sono pure i pavimenti, a mosaico, un sistema attrezzato di rete fognaria, pozzo profondo circa trenta metri

Molto interessanti appaiono una condotta di terracotta per convogliare una fonte di acqua verso le abitazioni in una grandiosa fontana in peperino destinata al suo pubblico. Il sistema di riscaldamento del pavimento delle terme rappresenta una delle più straordinarie scoperte un condotto sotterraneo composto da mattoni con marchio di fabbrica ove veniva introdotta acqua bollente ad alimentare il calidarium termale.

La perdita di importanza del porto di seripola coincide con la costruzione delle vie consolari, in particolare della via Amerina, che permetteva il trasporto delle merci col minor tempo. La costruzione del così detto Ponte di Augusto sul Tevere (di cui oggi si scorgono appena i resti dei basamenti tra le acque limacciose del Tevere) sancisce intorno al II secolo a.C. la decadenza del porto fluviale.

Il materiale rinvenuto sinora non ha valore artistico ma esclusivamente commerciale come i mattoni con marchio di fabbrica, recipienti, anfore in coccio; ma il rinvenimento di una lapide che reca scolpiti i nomi di Autronius, Roscius, Bebbius, Pracconius con al qualifica di magistrati dimostra l'esistenza di una vita civile e commerciale condotta nel cento di Sericola.   

Il rinvenimento del porto del porto fluviale dà un'indiretta conferma di quanto sostenuto da autorevoli storici e linguisti secondo i quali Virgilio nel Canto VII dell'Eneide nominando le "Hotinae Classes" corse in aiuto a Turno contro Enea, si riferisce a valorosi soldati ortani e all'esistenza di una potente flotta fluviale.